Entra nell'Area Riservata

Non sei ancora Registrato? Registrati

HELP! Hai dimenticato la password? Recupera i dati

Stai cercando qualcosa di specifico?

Vino, tecnica e poesia » Bicchieri

Il bicchiere giusto… Di rado ci si pone il problema, e invece servire il vino nel calice più indicato ci dà modo di apprezzarlo al meglio.

Allora d’accordo, ma quale sarà?! La principale funzione del bicchiere è quella di riequilibrare le sensazioni, sia olfattive che gustative.

Per un uso corretto il calice va afferrato “a pinza” sulla base, oppure direttamente sul gambo. La coppa non va assolutamente toccata con la mano, perché altrimenti si potrebbe scaldare il contenuto ed alterare in seguito l’esame olfattivo.Inoltre, più è distante la nostra mano, meno siamo a contatto con sentori indesiderati (es: l’odore del sapone con il quale abbiamo lavato le mani).

Il bicchiere più adatto alla degustazione del vino deve essere di vetro o meglio di cristallo, trasparente, sottile, perfettamente asciutto e pulito. E’ preferibile che sia incolore e privo di scritte, proprio per poter apprezzare meglio tutte le sfumature cromatiche che offre il vino.

Per un prodotto da servire freddo, con una concentrazione di profumi in poca quantità, si utilizza un bicchiere di forma affusolata come la Flute. Così una bevanda prevalentemente sapida e acida come lo Champagne, oppure lo Spumante secco, la convogliamo sulla punta della lingua, esaltandone almeno inizialmente il ridotto residuo zuccherino.La Flute è anche abbastanza slanciata da aiutare il movimento di risalita delle bollicine.

Un vino più maturo ed importante necessita al contrario di un bicchiere Grand Cru , con un po’ più di pancia, in maniera che venga meglio ossigenato e sprigioni i profumi terziari.

Lo spumante dolce come l’Asti o il Brachetto d’Acqui va bevuto nella classica Coppa Champagne , perché le sensazioni dolci le percepiamo prevalentemente sulla punta della lingua, ed essendo la coppa un bicchiere molto largo, quando introduciamo il vino nella bocca il liquido viene convogliato immediatamente su tutta la lingua. Al contrario una Flute ci farebbe percepire sulla punta della lingua le sensazioni dolci che potrebbero anche risultare stucchevoli.                                                                                                        La Coppa Champagne si chiama così anche se oggi il re delle bollicine è ormai un prodotto prevalentemente secco. Sino agli anni ‘30 del XX secolo, il 90% degli Champagne era invece dolce, fu agli inizi degli anni ‘60 per ragioni di gusto e quindi di mercato che la proporzione andò via via invertendosi fino ad arrivare ad un totale favore per i prodotti brut. Oggi in effetti è più comunemente definita «Coppa Moscato».                                                                                                                                                                                                 Una leggenda vuole che l’ origne della coppa sia stato il calco del seno della marchesa de Pompadour, che era la favorita di Luigi XV.

I bicchieri da vini liquorosi e da distillati devono essere preferibilmente piccoli, allungati e con l’imboccatura stretta, per una serie di ragioni: in primo luogo perché debbono contenere poco liquido da bere a piccoli sorsi, poi perché l’alcool non deve coprire i profumi eleganti e a questo provvede l’imboccatura stretta che convoglia meglio i profumi verso il naso.

Aggiungi questo Vino alla tua lista